PROMETEO MALE

Dal
07
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Al
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11

tratto dai racconti satirici Le Prométhée mal enchaîné e Paludes di André Gide
riscrittura, adattamento e regia Gabriele Bacco e Marcello De Angelis
con Michela Ventre e Gabriele Bacco
elementi scenografici Luciano Cappiello
maschere Luca Arcamone
musiche originali Marcello De Angelis
disegno luci Gabriele Bacco
video Gabriele De Dominicis
produzione esecutiva Teatro Mascheranova
vincitore del Premio di produzione "Scaramouche" ICRA project 2023

Il viaggio di Prometeo in una società paludosa, in cui tutto ciò che ha a che fare con l’interiorità e con le zone d’ombra è fuori moda, perfino scandaloso. Qui Prometeo si scopre impotente di fronte all’impotenza degli uomini.

Prometeo è l’eroe che amò tanto gli uomini da dare loro al tempo stesso il fuoco e la libertà, le tecniche e le arti. […] Se dobbiamo rassegnarci a vivere senza bellezza e senza la libertà che essa significa, il mito di Prometeo è uno di quelli che ci ricorderanno che ogni mutilazione dell’uomo può essere soltanto provvisoria e che non si serve in nulla l’uomo se non lo si serve tutto intero.[…] L’umanità, oggi, non ha bisogno e non si cura che delle tecniche. Si ribella nelle sue macchine […] La caratteristica di Prometeo invece è di non poter separare la macchina dall’arte. Egli pensa che si possano liberare al tempo stesso i corpi e le anime. L’uomo attuale crede che sia necessario prima liberare il corpo, anche se lo spirito debba provvisoriamente morire. Ma può lo spirito morire provvisoriamente?[…] I miti non hanno vita per se stessi. Attendono che noi li incarniamo. Sequalcuno risponde alla loro voce, essi ci offriranno la loro linfa intatta Prometeo agli Inferi, Albert Camus

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Ricominciare, sempre: è il gioco e la condanna del teatro. La messa in scena deve ricominciare ogni volta per tenere viva la fiamma. L’utopia consiste nell’andare all’essenza dell’atto creativo, o meglio ancora della propria vita: all’essenza del dono prometeico. Qual è l’essenza, oggi, del dono di Prometeo?
Per provare a capirlo, bisogna ricominciare:
Prometeo si risveglia da un lungo torpore, scende dal Caucaso e si ritrova alla Palude. Entra in un locale dove incontra due avventori, Coclite e Damocle: personaggi grotteschi, ciascuno smanioso di raccontare la propria storia. Ne emerge una vicenda singolare, in cui causa ed effetto sembrano sottomessi alla legge del caos. A tenere le redini del gioco è il Cameriere del locale, mentre i giocatori sono i Giganti, gli abitanti della Palude. Su tutto aleggia qualcosa di misterioso, inquietante.
Caduto in un mondo che fatica a comprendere, Prometeo cerca di ritrovare ciò che dà senso all’esistenza: la sua Aquila. Riuscirà la passione prometeica a liberare Damocle e Coclite dal loop in cui sembrano imprigionati?


Una variazione sul mito prometeico per indagare i nostri tempi e provare a coglierne lo spirito. Il titano che rubò il fuoco agli dei per donarlo all’uomo, simbolo di progresso e di civilizzazione, è figura morale del contemporaneo. . È tra i miti più rimaneggiati e, al cambiare dei tempi, la sua percezione si ribalta: dall’esaltazione romantico-rivoluzionaria della lotta al potere degli dei alla lettura distopica delle conseguenze di un progresso illimitato e dell’incapacità di governarne gli effetti.  
Nato come adattamento teatrale della satira di Gide Prometeo male incatenato, il lavoro si è esteso fino a includere un altro racconto dello scrittore Premio Nobel: Paludi. In Prometeo male incatenato i temi della tragedia di Eschilo vengono parodiati; con la sua ironia e il suo cinismo lo scrittore francese smonta e rimonta il mito per farne satira della società e indagare temi come la coscienza, la colpa, il rimorso, la morale. Protagoniste della sua riscrittura sono l’azione gratuita, disinteressata, ovvero divina, e l’Aquila, nell’accezione di punizione e condanna, ma anche coscienza e ragion d’essere. In Paludi lo stesso sguardo corrosivo sulla società emerge a partire dal sofferto atto creativo di uno scrittore alle prese con la sua nuova opera.
Interrogando le possibilità e il senso dell’atto creativo, con il teatro come metafora prometeica principale, lo spettacolo attraversa i temi del mito facendoli risuonare in dinamiche e linguaggi contemporanei. Nel solco di Gide, la drammaturgia fa pieno uso della mise en abyme, per accentuare la follia circolare in cui attori, personaggi e pubblico sono intrappolati. Dal teatro delle ombre alle maschere, dal teatro dell’assurdo al linguaggio digitale: le contaminazioni caratterizzano lo spettacolo, in un continuo contrasto tra l’antichità e le origini del teatro (il carretto-rupe) e la tecnologia (la lapide-schermo).
La storia di Prometeo alla Palude, specchio della società di oggi, prende forma tra battute d’arresto e salti. I due attori portano avanti la messa in scena giocando con maschere, elementi di scena ed effetti sonori, impigliandosi sempre di più nella dinamica circolare del racconto.

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Orari

ORARIO SPETTACOLI

Sabato - ore 20.30
Domenica - ore 19.00
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La stagione teatrale è realizzata con il patrocino del
Comune di Pontecagnano Faiano
e dell' Assessorato alle politiche culturali,
In collaborazione con
‍Forøscenica e il Circolo Occhi Verdi Legambiente Pontecagnano
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e il sostegno di
‍Laboratorio Salus
7Bocche eventi
Farmacia Robertazzi
INNOVAZIONE di Savarese Pierluigi & C.S.a.s.

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