Stati Uniti, 1986
Durata: 120'
Titoli italiano: Velluto Blu
Regia: David Lynch
Soggetto e sceneggiatura: David Lynch
Fotografia: Frederick Elmes
Montaggio: Duwayne Dunham
Scenografia: Patricia Norris
Colonna sonora: Angelo Badalamenti
Cast: Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange, Dean Stockwell, George Dickerson, Jack Nance, Brad Dourif
Produzione: Dino De Laurentiis Company
Restaurato in 4K nel 2019 da Criterion con la supervisione di David Lynch
Distribuzione: Cineteca di Bologna
Il film
Velluto Blu, diretto da David Lynch, racconta la storia di un giovane, Jeffrey Beaumont, che vive a Lumberton, una cittadina americana tranquilla, o almeno così sembra…finché non trova un orecchio umano abbandonato in un campo. La scoperta crea stupore, tanto da far sì che egli si metta ad indagare per scoprire da dove provenga il misterioso resto umano. Ed ecco, che si apre davanti ai suoi occhi un mondo “misterioso” fatto di inquietudine e violenza. Il suo mondo ideale diventa un incubo, mostrando cosa c’è oltre quella apparente calma, o come direbbe qualcuno oggi “nel sottosopra”.
Critica in Contrasto
Uscito nel 1986, in un periodo in cui il cinema americano mostra spesso il benessere, il successo e l’immagine rassicurante della società, Velluto Blu si presenta come un’opera che mette in crisi proprio questa idea di perfezione. Lynch, come sempre, decide di raccontare cosa si nasconde dietro quel finto “benessere”, portando alla luce desideri repressi e inquietudini. É interessante come il regista vada a distruggere l’idea di famiglia e di ambiente famigliare come luogo sicuro e accogliente, mostrandocelo come un luogo ambiguo e disturbante. Siamo chiaramente all’interno di un thriller che diventa noir ma qualcosa cambia, si sposta, perché non si tratta solo di risolvere un mistero; lo spettatore entra all’interno di un viaggio psicologico che sembra un contrasto alternato tra sogno e incubo. L’innovazione di Lynch è proprio nel richiamo ad altro, a qualcosa che va ben oltre il cinema tradizionale della sua epoca, quasi lo evita! L’autore ci porta in un mondo fatto di simboli con atmosfere surreali e colori forti. Il film rifiutando una certa visione della realtà, mostra che non sempre ciò che sembra perfetto lo è davvero, ma che forse questa perfezione si ha solo nel momento in cui nasce il bisogno di nascondere qualcosa di oscuro.
a cura di Giuseppina D’Auria - Il Novelliere rivista culturale
Dicono del film
"questo è forse l’unico film di formazione in cui la sessualità assume i contorni minacciosi e l’eccitazione esasperata di un horror. L’atmosfera carica di erotismo rende il film una sorta di allucinazione, ma l’umorismo di Lynch riesce comunque a emergere [...] L’uso dell’elemento irrazionale da parte di Lynch funziona come dovrebbe: percepiamo le sue immagini a un livello non del tutto conscio" Pauline Kael - The New Yorker, 22 settembre 1986
"Lynch ha costruito un’esperienza profondamente disturbante, che ci lascia senza punti di riferimento, incapaci d’interpretare ciò che vediamo secondo i consueti parametri" Dave Kehr - Chicago Tribune, 19 settembre 1986
"mentre forgia un immaginario che gli sarà riconosciuto come proprio, in realtà Lynch reinventa le forme e i codici del cinema classico e in questo si allinea ai colleghi che negli stessi anni stanno ricostruendo Hollywood […] Lynch riallinea le forme dell’America degli anni Cinquanta a un presente che ha già conosciuto l’emersione del lato più nascosto e oscuro" Davide Di Giorgio – Sentieri selvaggi
"I temi che travalicheranno i confini del fantastico inTwin Peaks e Strade perdute trovano già in questo film una loro compiuta realizzazione. Velluto blu nasce da impressioni e sensazioni, e non da una storia pura e semplice: la canzone di Bobby Vinton, ovviamente – che è utilizzata informa sia diegetica che extradiegetica all’interno del film –, l’impressione forte lasciata da un ricordo d’infanzia, quello di una donna nuda forse vittima di uno stupro che incrociò Lynch bambino e il suo fratellino mentre giocavano per strada, e l’immagine di un orecchio staccato dal corpo" Raffaele Meale – Quinlan
START ore 21.00
Costo biglietto 5,00 euro -> TICKET ONLINE
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ABBONAMENTO (10 FILM): 35,00€ -> ACQUISTA
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ORARI BOTTEGHINO
Tutti i giorni di proiezione a partire dalle ore 20.00.
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Indirizzo:
Via Stadio, snc – 84098 Pontecagnano Faiano (SA)